Logica e informazione

Qualche tempo fa mi hanno invitato a scrivere un articolo su logica e informazione, visto che mi occupo di entrambe le cose.

Raccolgo molto volentieri questo invito, e lo faccio prendendo spunto proprio da un un servizio giornalistico visto, diverso tempo fa, in televisione.

In questo servizio, un “giornalista” chiedeva a dei ragazzi se preferissero il posto fisso o il precariato. E ci raccontava questo con (apparente) preoccupazione: per le sorti e la qualità dell’informazione, non per il posto fisso!

In realtà, il giornalista ha usato solo artificio per “forzare” le risposte: quella che, in termini logici, si chiama disgiunzione esclusiva. Non ti far spaventare dal “parolone”, perché, in realtà, è molto semplice. Significa che le due opzioni:

  1. Non possono coesistere;
  2. Sono le uniche possibili;
  3. E quindi “tertium non datur”: non si da alcuna terza possibilità.

Ora, mentre convenire con 1. non presenta problemi, 2. in realtà è tutto da dimostrare in questo caso specifico!! (e quindi anche il terzo punto…)

Secondo una tecnica molto collaudata della (dis)informazione televisiva, la posizione della domanda orienta già tutto il dibattito, riconducendo l’interlocutore ai termini desiderati e previsti.

Nel caso specidico: che esistano altre possibilità che non rientrano in questo aut-aut mediatico (posto fisso o precario), come per esempio diventare un affermato libero professionista, guadagnare più che decorosamente e vivere bene, non viene nemmeno preso in considerazione.

Qualche tempo fa ho sentito per telefono un amico che, da alcuni anni, vive e lavora in Svizzera. Mi confessava che quando capita in Italia è assalito da un senso di tristezza.

Me ne dava ragione così: in Svizzera i ragazzi ragionano su quello che vogliono fare, in Italia pensano già al posto fisso come unica soluzione. …Di sicuro, certa informazione distorta non fa che riconfermare questo stato di cose.

Aristotele per primo ci ha insegnato che la logica è un organon, cioè uno strumento; in quanto tale, molto spesso, si può prestare a usi (anche informativi) distorti.

D’altra parte, spostandoci sul versante della fruizione delle notizie, la conoscenza delle regole logiche di base può rappresentare un livello sufficiente, ancor prima dello specifico della comunicazione, per decodificare distorsioni e strumentalizzazioni purtroppo molto diffuse.

Un intervistato in possesso di buoni fondamenti di logica avrebbe potuto facilmente smascherare il nostro “giornalista”, rispondendogli semplicemente: “E perché, lei crede davvero che queste siano le uniche due alternative possibili?” 😉