Categoria: Logica e cultura generale

Saper gestire la condizione sufficiente, necessaria e necessaria e sufficiente nei test di logica

Capita molto spesso, nell’ambito della risoluzione dei test di logica e nei quiz con prove psicoattitudinali, di avere a che fare con le regole logiche di condizione sufficiente, necessaria e necessaria e sufficiente. In un mio precedente articolo ci siamo occupati della relazione di condizione sufficiente.

Rimando all’articolo, ricordando qui, solo per comodità e per continuità di lettura, che la relazione di condizione sufficiente si riferisce al quadro dell’implicazione logica, o meglio all’implicazione semplice o unidirezionale, che è una tipologia di proposizione composta, cioè ottenuta unendo due o più proposizioni elementari mediante l’uso di un connettivo.

Una proposizione di questo tipo si indica con  pq (“Se p, allora q” oppure “p implica q”); inoltre, p prende il nome di antecedente e q di conseguente. Infine, l’antecedente è detto condizione sufficiente del conseguente. Procediamo ora a completare il nostro esame del dispositivo dell’implicazione, in quanto le proprietà che abbiamo fin qui considerato riguardano appunto l’implicazione semplice, o unidirezionale, e cioè la relazione di condizione sufficiente, ma si danno anche la relazione di condizione necessaria e quella di condizione necessaria e sufficiente. Da un punto di vista linguistico, queste tre diverse relazioni si trovano introdotte di norma nel modo seguente:

  • condizione sufficiente: introdotta da “Se”, per esempio: “Se il vaso cade, allora si rompe”;
  • condizione necessaria: introdotta da “Solamente”, per esempio: “Solamente se il vaso cade, si rompe”;
  • condizione necessaria e sufficiente: introdotta da “Se e solo se”, per esempio “Se e solo se il vaso cade, si rompe”.

Dopo aver chiarito che sono tre relazioni diverse e che godono pertanto di proprietà diverse, riprendiamo gli schemi già introdotti nel precedente articolo dedicato all’implicazione unidirezionale, ordinandoli e sistematizzandoli, per arrivare ad una chiara formalizzazione delle tre relazioni.

Proposizioni contrarie e contraddittorie

Nel precedente articolo ti ho proposto una riflessione terminologica sul significato di due termini molto importanti, quali “deduzione” e “induzione”, e sulla valenza più specifica che essi assumono, rispetto al linguaggio ordinario, nei test di logica.

Questo approccio può essere esteso, per effettuare una ricognizione più ampia della terminologia della logica.

…Un’operazione che, come ho cercato di mostrare nel precedente articolo, non ha solo una rilevanza teorica, ma anche pratica, dal momento che non pochi quesiti che potrai incontrare in un test di logica richiedono, per essere risolti con sicurezza, una conoscenza adeguata delle definizioni (e può capitare anche che si voglia accertare proprio la conoscenza delle definizioni fondamentali).

Deduzione e induzione logica: l’importanza delle definizioni

Cosa si intende esattamente per deduzione e induzione? Come ci può essere utile la loro conoscenza per risolvere eventuali test di logica?

In alcuni miei precedenti articoli mi sono occupato del ragionamento induttivo e della forma di ragionamento deduttivo per eccellenza, ossia il sillogismo.

Ora, vale la pena di affrontare in modo esplicito un aspetto terminologico non secondario: nella logica molti termini, e tra questi “deduzione” e “induzione”, assumono un significato più specifico rispetto al linguaggio ordinario.

Induzione o ragionamento induttivo

L’induzione, detta anche ragionamento induttivo, è una delle modalità di ragionamento logico più frequentemente utilizzate.

Spesso si sente dire che “non si deve generalizzare”. In realtà questa affermazione – condivisibile quando viene usata per smascherare un pregiudizio negativo – necessita di qualche chiarimento e, in parte, deve essere corretta.

Questo perché, dal punto di vista “naturale” (cioè rispetto alla natura della nostra conoscenza), essa è palesemente falsa.

Logica e informazione

Qualche tempo fa mi hanno invitato a scrivere un articolo su logica e informazione, visto che mi occupo di entrambe le cose.

Raccolgo molto volentieri questo invito, e lo faccio prendendo spunto proprio da un un servizio giornalistico visto, diverso tempo fa, in televisione.

In questo servizio, un “giornalista” chiedeva a dei ragazzi se preferissero il posto fisso o il precariato. E ci raccontava questo con (apparente) preoccupazione: per le sorti e la qualità dell’informazione, non per il posto fisso!

Test di estraneità logica: esempi pratici

All’interno dei test di logica usati per le selezioni e i concorsi molto spesso si trovano anche diversi test che, generalmente, vanno sotto il nome di estraneità logica.

In poche parole, con test di estraneità logica si fa riferimento a quei quesiti che propongono un elenco di termini uno dei quali va sempre  scartato perché, appunto, “estraneo” alla serie.

Spesso, erroneamente, si tende a pensare che i test di estraneità logica abbiano a che fare con la cultura generale e non con i test di logica “veri e propri”. Questo è vero solo in parte…